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Google manipola i risultati di ricerca? Sì o no?

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Durante l’intervista al CEO di Google Sundar Pichai, 3,5 ore prima del Congresso di martedì scorso, gli è stato chiesto se fosse vero che Google prediliga determinate pagine rispetto ad altre nei suoi risultati di ricerca.

Pur non facendo molta luce su come funzioni esattamente il motore di ricerca di Google, Pichai ha comunque assicurato che i risultati non sono controllati da nessun essere umano, ma puramente guidati dagli algoritmi. Tuttavia, secondo nuovi e recenti competitor del motore di ricerca, l'algoritmo di Google non è così imparziale come afferma Pichai.

“Tralasciando che l'algoritmo di Google sia scritto dagli umani, la personalizzazione dei risultati di ricerca è dettata da intelligenza artificiale” ha affermato Gabriel Weinberg, CEO e fondatore di DuckDuckGo, un motore di ricerca incentrato sulla privacy che non tiene traccia delle ricerche effettuate dagli utenti.

"Google sta manipolando i risultati di ricerca e notizie per orientarli verso ciò che pensa di sapere sulle persone, sulla base dei dati personali che ha su di loro", ha detto Weinberg a Yahoo Finance dopo lo speech al Congresso di Pichai. "Questo filtraggio e censura dei risultati delle ricerche e delle notizie inserisce gli utenti in una bolla di informazioni che riflette e aggrava divisioni ideologiche".

Più studi, tra cui uno condotto da DuckDuckGo la scorsa settimana e uno commissionato da The Wall Street Journal nel 2012, hanno rilevato che Google fornisce risultati di ricerca unici per utenti diversi che cercano termini identici, solo in base alla cronologia e al tipo di navigazione effettuate sul proprio dispositivo. "Quando accedi a qualsiasi sito web, il tuo computer invia automaticamente informazioni su se stesso", ha spiegato Weinberg. "Queste informazioni possono essere utilizzate per indirizzarti e identificarti in modo univoco, come l'indirizzo IP, il tipo di browser, le versioni del sistema operativo, i caratteri installati, le dimensioni dello schermo, tutte quelle cose che rendono il tuo computer unico.La quantità di dati raccolti da Google sul tuo dispositivo consente di riconoscerti e di fornire risultati di ricerca personalizzati anche quando passi a un browser in incognito", ha aggiunto Weinberg.

In una dichiarazione all' Observer, testata giornalistica inglese, Google ha dichiarato che le conclusioni di Weinberg e la metodologia dello studio di DuckDuckG sono fuorvianti perché  basate sul presupposto che la personalizzazione sia l'unico fattore che porti a risultati di ricerca diversificati.

"Ci sono una serie di fattori che possono portare a leggere differenze nei risultati, incluso il tempo e la posizione, che questo studio non sembra aver considerato in modo efficace", ha detto un portavoce di Google. Nel contesto delle notizie, ad esempio, i risultati di ricerca sono particolarmente influenzati da fattori non algoritmici, come il tempo, perché i nuovi contenuti su argomenti di notizie in rapida evoluzione possono essere pubblicati su Internet in pochi minuti, anche secondi.

Weinberg, laureato al MIT, ha fondato DuckDuckGo nel 2008 con l'intenzione di offrire un'alternativa perfettamente imparziale a Google e ad altri motori di ricerca. La società, originariamente autofinanziata da Weinberg, ha visto una rapida crescita dopo che la società di venture capital Union Square Ventures vi ha investito nel 2011.

 Attualmente, DuckDuckGo elabora circa 24,4 milioni di query di ricerca ogni giorno. E il sito è diventato più facile da localizzare, poiché la società ha acquisito il nome di dominio generico premium duck.com da Google questa settimana. Ciò significa che digitare duck.com nel tuo browser ti reindirizzerà automaticamente su DuckDuckGo.com.

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